Brexit, buona occasione per le seconde case della Versilia?

Può l’esito del referendum sulla Brexit condurre a un effetto positivo per il mercato delle seconde case italiane e, in particolar modo, per quelle di una delle aree più gettonate e fruite del comparto, come la Versilia?

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Probabilmente rispondere – oggi –  a un simile interrogativo è prematuro: troppe sono infatti le variabili che aleggiano sul processo di rinegoziazione tra Regno Unito e Unione Europea, e sebbene vi siano alcune certezze (su tutte, l’evidenza che le tensioni politiche siano destinate ad aumentare), per poter esprimere una valutazione di massima sul tema occorrerà certamente temporeggiare ancora qualche trimestre.

Ad ogni modo, niente ci vieta di poter ipotizzare qualche possibile conseguenza sulle seconde case italiane, e in modo più specifico quelle della Versilia. Ricordando, magari, che il rischio principale derivante dalla Brexit è che si instilli negli acquirenti immobiliari una sensazione di sfiducia e di scarso convincimento che possa condurre a un rinvio o a un abbandono dei progetti sul mattone europeo. In realtà, però, di mera ipotesi si tratta, ed è molto difficile che una simile sensazione di disaffezione possa riguardare il trend delle seconde case italiane, soprattutto nelle zone che hanno garantito le migliori soddisfazioni agli acquirenti locali e internazionali. Inoltre la grande aleatorietà ed incertezza dei mercati hanno sempre spinto storicamente gli investitori verso il mattone.

Semmai, è molto più probabile che una simile sensazione di sfiducia possa riguardare, nel breve termine, solo le case d’oltre Manica. E non è certamente un caso che secondo alcune società di analisi nel corso delle ultime settimane le richieste di case a Londra e nelle altre principali città inglesi siano calate (e, evento non certo casuale, sono contemporaneamente aumentate le domande di inglesi che cercano casa in Scozia). Pertanto, è ben possibile che la Brexit possa rendere ancor più diversificato il mercato europeo delle seconde case di pregio, premiando magari proprio gli investimenti residenziali in Versilia.

Più sul medio termine, è invece difficile ritenere che la Brexit possa avere duraturi effetti negativi sul mercato immobiliare britannico (anzi). È infatti possibile che la domanda calante di proprietà immobiliari della zona possa far deprezzare o calmierare i prezzi dei beni e, contemporaneamente, la debolezza della sterlina potrebbe fungere da fulcro per poter rendere più appetibile il mercato immobiliare di Londra e dintorni.

Insomma, almeno sotto il profilo immobiliare residenziale, è difficile che la Brexit possa far generare degli effetti tangibili di breve termine sul mercato italiano. Occorrerà comunque monitorare l’evoluzione delle negoziazioni e, soprattutto, la potenziale formazione di nuove determinanti di shock finanziario o di contagio dei sentimenti anti-europeisti…

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